Pitigliano “Città del tufo”, è un’autentica perla d’arte e di storia, unica nel suo genere, nel cuore della Maremma. Potrete restare ammirati dai suoi vicoli e dal suggestivo quartiere ebraico (La Piccola Gerusalemme); deliziare il palato con le saporite specialità locali (il vino bianco di Pitigliano, gli insaccati di caccagione etc.); godere lo spettacolo naturale dei canali di tufo facendo trekking.
Sculture
Pitigliano
Poltrona vintage
Ogni anno (a Pasqua e in estate), il paese ospita nel centro storico, presso gli ex granai della Fortezza Orsini la “Mostra Mercato di Antiquariato, Arte, Artigianato”: edizione estiva in programma dal 16 al 24 agosto 2014. Un appuntamento nato per valorizzare gli antiquari, gli artisti e gli artigiani del luogo, che è cresciuto nel tempo grazie allo sforzo degli organizzatori e oggi conta un buon numero di espositori di qualità. Gli stand presentano abbigliamento, arredamento e accessori anni degli ’60 e ’70, mobili e attrezzi della tradizione contadina toscana, dipinti e manufatti frutto della creatività e dell’ingegno, artigianato artistico di vario genere per la casa, per un regalo originale, per un ricordo.
Info e segreteria organizzativa mostra mercato: Linda Barsanti, +39 348 2429580; [email protected]
I love Made in Italy arriva a Fiumalbo, località di villeggiatura sull’Appennino modenese, al confine con la Toscana.
Il progetto prevede una mostra mercato, sabato 2 agosto dalle ore 8, di prodotti tipici e di eccellenza della tradizione culinaria e artigianale italiana. Qualche esempio? La cucina tipica pugliese con le orecchiette preparate sul posto, i salumi toscani e umbri, la vera piadina romagnola, i prodotti tipici dell’Emilia, il cachemire, i vestiti dipinti dello stilista e pittore Mauro Burani, i vetri le incisioni di argento lavorate in diretta. Dalle ore 18, apertura degli stand gastronomici e musica dal vivo con la Notte Bianca, organizzata dall’Associazione Fiumalbo Città d’Arte.
I love Made in Italy tornerà ancora nel mese di agosto a Pievepelago.
Si è conclusa domenica 18 maggio la XX edizione della mostra Artigianato e Palazzo, botteghe artigiane e loro committenze. Come sempre, la cornice di questa mostra è d’eccezione e non si tratta di una frase di circostanza: i giardini e le limonaie di Palazzo Corsini sono l’ambiente perfetto per ospitare un evento, raffinato ed elegante. Il Palazzo Corsini, che fa da anfitrione impenetrabile (i locali sono chiusi) per artigiani e visitatori, da l’idea di un nobile decaduto, seduto sotto il portico a sorseggiare un tè, che guarda impassibile al futuro, mentre la polvere del tempo si posa sui suoi abiti.
GALLERIA FOTOGRAFICA (credits Simone Cardi)
Giardino Corsini statue
Giardino Corsini particolare
laboratorio elementi di G.Maffucci
Zouganista di T.Mochizuki
Da anni sono frequentatrice di questa mostra e mi lascia ogni volta un’impressione impalbabile di bello. Gli artigiani sono selezionati e provengono da tutto il mondo, promuovendo il fatto a mano, in modo fuori dal comune. Il settore dell’artigianato è in crisi, ma l’eccellenza si lascia comunque ammirare volentieri. L’interrogativo che mi pongo è sempre lo stesso: quanto eccellenza e originalità possano essere specchio e traino per un settore, in questo caso per il settore dell’artigianato e del made in Italy. Ad Artigianato e Palazzo si parla di botteghe e committenze, committenze alte ed esigenti, cosicché gli artigiani sono selezionati fra i massimi esperti di settore: dal profumiere al liutiaio, dall’ebanista al gioielliere. Il contatto con la realtà nel quale ogni artigiano è inserito, mercato e concorrenza, sembra quindi rimanere fuori dallo spazio senza tempo di questo nobile giardino. Due artigiani quest’anno mi hanno impressionata. Giovanni Maffucci di Laboratorio Elementi è un ceramista che trova nella natura e in particolare nei boschi l’ispirazione per le sue creazioni di ceramica: in esse l’elemento naturale (una foglia, una pigna, un sasso) si sposa con personaggi fantasiosi e vagamente antropomorfi. Il suo avvicinarsi in modo semplice, eppure profondo, alla sensibilità dei più, lo ha portato ad essere il più votato dal pubblico e quindi vincitore del Premio Perseo CR Firenze 2014. L’altro artigiano è Takafumi Mochizuki della bottega Zouganista, restauratore e intarsiatore, che dal 2014 ha aperto una bottega in San Frediano dove applica il suo metodo per l’intarsio sui classici articoli da arredo, ma anche su altri tipi di oggetti, come le forme per le scarpe, cappelli, grucce per abiti e altro. In lui è interessante il connubio fra la passione maniacale per la cura del particolare - tipica del suo Paese di origine, il Giappone - con la tradizione fiorentina della lavorazione artistica del legno.
“Lacche e avori nella società giapponese. Gli accessori fra arte e praticità: netsuke e inro, utilizzo e materiali” è stato il tema della terza e ultima lezione, prima della pausa estiva, che si è svolta sabato 17 maggio presso Sakura Matsuri Antiquariato Giapponese a Firenze. Una lezione che ha puntato su alcuni aspetti dell’artigianato tradizionale giapponese e sull’attuale mercato del collezionismo.
Il primo argomento trattato sono state le lacche giapponesi (urushi), esempio massimo di arte applicata di origine locale nipponica, una eccezione rispetto alla mutuazione dalla Grande Cina di molte tecniche artistiche. Della lacca abbiamo visto come essa si estragga dalla resina dell’albero autoctono Rhus vernicifluae e la difficoltà e la lunghezza nel trattamento sul legno, mentre resta un segreto (custodito gelosamente dai maestri laccatori) il processo - del tutto naturale e privo di sofisticazioni chimiche - di trasformazione dallo stato di resina a quello solidificato e infine oleoso. Emiliano Lorenzi, dopo anni di studio e di tentativi, è fra i pochi che abbiano appreso questa arte ed è in grado oggi di produrre la lacca naturale giapponese e di esercitare la sua arte su oggetti di legno, sia di uso comune, che sulla fodera della katana. Abbiamo poi scoperto che la lacca è stata usata come medicinale e come cosmetico, ma anche come indurente e trattamento igienico su alcune superfici (p.e. sulla maschera nell’armatura del samurai, per isolare il metallo dal volto).
Ci siamo poi concentrati su alcuni oggetti quotidiani del Giappone antico, oggi desiderio di molti collezionisti: gli inro e i netsuke. I primi erano le ‘tasche esterne’ del kimono giapponese, che di tasche era privo. Per ovviare a tale inconveniente si appendevano alla cintura, alcune scatoline di legno, divise a scomparti nelle quali riporre di solito monete o tabacco. Gli inro erano oggetti comuni, in legno spesso laccato, cosa che li ha permesso di superare senza danni l’usura del tempo. Erano appesi tramite una cordicella di seta, alla cui estremità era posto un contrappeso: il netsuke, appunto. La morfologia del netsuke ha subito molte evoluzioni nel corso dei secoli. Come per altri oggetti giapponesi, lo scopo pratico non era mai distinto dal gusto estetico e ornamentale. Dal XVII secolo la moda cambiò e da semplici bottoni in legno o osso i netsuke assunsero forme più elaborate e furono usati materiali sempre ricercati: come metalli preziosi o avorio.
Infine, un avvertimento per i collezionisti: attenzione agli incauti acquisti! Il mercato è saturo di falsi e laddove siate in presenza di un netsuke autentico in avorio è necessario prestare attenzione e richiedere una certificazione sulla data dell’oggetto. Il commercio infatti è regolamentato da una Legge Internazionale sul Contrabbando di Avorio, che stabilisce un termine ante quem l’avorio è legalmente commercializzabile, ovvero l’anno 1890. Affidatevi quindi a persone esperte e chiedete sempre un consiglio in più.
Il programma completo da gennaio a maggio si è articolato in queste lezioni: Lezione 1 - Storia del Giappone, la figura del Samurai, Miyamoto Musashi (LEGGI INCONTRO DEL 22 MARZO) Lezione 2 - La nihonto come prodotto artigianale e oggetto artistico da collezione: dalla spada cinese al processo di fabbricazione ancora immutato della lama giapponese (forgiatura e politura). Cura e manutenzione. Riconoscere i falsi (LEGGI INCONTRO DEL 5 APRILE) Lezione 3 - Oggetti di antiquariato e di artigianato giapponese come specchio della società: oggetti in legno e laccatura, netsuke in osso o avorio etc.
GALLERIA FOTOGRAFICA DEL 17 MAGGIO (credits Simone Cardi)
Firenze, sabato 5 aprile - Si è concluso con una buona partecipazione di pubblico e alcuni interessanti spunti, il seminario-incontro dal titolo “Nihonto fra tradizione e modernità”. Scopo di questa iniziativa, che vede coinvolti Sakura Matsuri Antiquariato Giapponese e Toscanantiquaria.it, è quello di avvicinare appassionati e curiosi al mondo complesso e affascinante della nihonto: la spada giapponese (più propriamente katana).
La particolarità di questi seminari è data dal numero volutamente ristretto di partecipanti - per consentire una partecipazione più attiva - e dalla possibilità di vedere e toccare gli oggetti della lezione, maneggiati con estrema cura, data la loro pericolosità e contestualmente estrema delicatezza. Il progetto è articolato su una serie di incontri, ciascuno con un filo conduttore specifico e guidati da Emiliano Lorenzi, esperto di katana (è il traduttore de Il manuale della spada giapponese, del sensei Kokan Nagayama) e di antiquariato e cultura giapponese:
Lezione 2 - La nihonto come prodotto artigianale e oggetto artistico da collezione: dalla spada cinese al processo di fabbricazione ancora immutato della lama giapponese (forgiatura e politura). Cura e manutenzione. Riconoscere i falsi.
GALLERIA FOTOGRAFICA DEL 5 APRILE (credits foto: Simone Cardi)
sakura matsuri locandina
foto di gruppo
analisi della katana
arte forgiatura spada
Lezione 3 (in preparazione)- Oggetti di antiquariato e di artigianato giapponese come specchio della società: oggetti in legno e laccatura, accessori in shakudō (lega di oro e rame), netsuke in osso o avorio etc.
PROGRAMMA E ISCRIZIONI(prenotazione obbligatoria): Segreteria organizzativa Toscanantiquaria, +39 333 9114565 [email protected]
Fiera regionale antiquaria ‘Cose del passato’ dal 18 al 21 aprile 2014 a Buonconvento in provincia di Siena. Orario 10-20. Ingresso libero
Fervono i preparativi per la XXXII edizione della Fiera regionale antiquaria ‘Cose del passato’ che si svolgerà dal 18 al 21 aprile 2014, nel centro storico di Buonconvento premiato borgo del Club “I borghi più belli d’Italia”. Per i visitatori l’orario sarà articolato dalle 10 alle 20 con ingresso gratuito alle mostre. Sarà rinnovato il percorso, grazie alla messa a disposizione di nuovi spazi per l’allestimento delle tipiche botteghe antiquarie immerse nel borgo antico, che si snoderanno così in un’affascinante atmosfera d’altri tempi, in questo lembo di terra della Val d’Arbia, con la sua dimensione irreale, quasi di sogno.
La mostra mercato è davvero un’ottima occasione per lasciarsi incantare dal paesaggio, con la dolce morbidezza delle dune della sua terra, dove sorprendono elementi cromatici unici e ove si scorgono nascosti e sensazionali scorci. Fare due passi o un giro in bici o in moto in questo scenario vale la pena, specie se a ciò si aggiunge la possibilità di girare nelle botteghe storiche e fra i banchi degli artigiani.
Per gli amanti dell’arte sarà un’ottima occasione per visitare i Musei: il Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia, che raccoglie opere pittoriche dal XIV al XVIII secolo ed il Museo della Mezzadria Senese, strutturato all’interno della vecchia “Tinaia”, un raro esempio di quell’unione fra la memoria, la riscoperta delle radici contadine, la tradizione mezzadrile e l’ausilio della tecnologia moderna, che hanno portato a compimento un progetto multimediale di grande riuscita.
Aemilia Ars fu una Società Anonima Cooperativa in Bologna, sorta nel 1898 con il proposito di rinnovare le arti applicate. Formata da uomini e donne dell’alta società ebbe vita breve, lasciando come florida eredità solo il settore femminile del merletto seguito dalla contessa Lina Bianconcini Cavazza. In seguito al successo commerciale riscosso, nacque una scuola per merlettaie che divenne fiore all’occhiello della città di Bologna e contraddistingue ancora oggi uno stile di ricamo, chiamato appunto Aemilia Ars.
Francesca Bencivenni ha fatto di una passione, il merletto ad ago secondo la tecnica Aemilia Ars, una professione e anche una testimonianza diretta dell’importanza del tramandare il sapere delle mani. L’artigiana bolognese è presente in questi giorni alla mostra Liberty uno stile per l’Italia moderna (Forlì, Musei di San Domenico, 1 febbraio-15 giugno 2014), dove espone la ricostruzione di un particolare de La passeggiata dei pavoni, tovaglia del 1906 realizzata su schizzo di Rubbiani. Durante la mostra Francesca tiene anche il laboratorio dal titolo “L’orecchino di merletto”, durante il quale si realizzerà una coppia di orecchini con il merletto ad ago, su montatura in oro (fino al 24 maggio, tutti i sabati eccetto 19 e 26 aprile e 3 maggio; costo € 30 a persona, compreso ingresso mostra). Info e contatti: +39 328 6698499
In arrivo nuove norme per i cosiddetti mercatini degli hobbisti. Sotto modifica due leggi regionali: la 12/1999 (Norme per la disciplina del commercio su aree pubbliche) e la 21/1984 (Disciplina dell’applicazione della sanzioni amministrative).
I mercatini saranno organizzati dai Comuni, che ne possono affidare a terzi la gestione. I Comuni sono tenuti a redigere un elenco dei partecipanti a ciascuna manifestazione, da inviare annualmente alla Regione. Nel provvedimento vengono inoltre stabilite le caratteristiche del tesserino identificativo e le modalità di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del medesimo. Gli hobbisti non possono vendere, barattare, proporre o esporre più di un oggetto con un prezzo superiore a 100 Euro. Per prendere parte ai mercatini gli hobbisti devono richiedere al proprio Comune di residenza, previo pagamento di 200 euro, un tesserino che consente la partecipazione a dieci manifestazioni all’anno, per un massimo di due anni nell’arco di ogni quinquennio. Vengono inoltre stabilite le sanzioni, che vanno da 250 a 1.500 Euro e si applicano nei seguenti casi: assenza del titolare del tesserino identificativo, o mancata esposizione del tesserino al pubblico o agli organi preposti alla vigilanza; mancata consegna al Comune, in occasione della vidimazione del tesserino, dell’elenco dei beni oggetto di vendita, ovvero accertata incompletezza o non veridicità dell’elenco; vendita, baratto, proposta o esposizione di più di un oggetto con un prezzo superiore a 100 euro.
Il finift è una lavorazione artigianale russa che si perde in tempi lontani – nota fin da epoca bizantina – e che consiste nella smaltatura del pezzo, poi cotto ad altissime temperature. Nella manifattura di Rostov si producono monili, articoli votivi e per la casa con questa tecnica artigianale unica, tramandata da oltre 200 anni.
Senza arrivare fino alla lontana Russia, Silvia vi aspetta in Via D’Azeglio 50/C a Bologna (MAPPA), oppure è possibile acquistare online sul sito www.finisilvia.com. Info e contatti: tel. +39 051 5875879