Grazie alla guida e alla disponibilità del prof. Damiano Pellicano ho potuto ammirare la bellezza di autentici capolavori, frutto di un’arte minore solo per la classificazione di uso comune. Sono il risultato di una collezione privata, impreziosita e raffinata nel corso dei decenni. Il signor Damiano ha ricordi molto precoci dei bei pizzi e merletti riposti nei bauli familiari appartenuti a nonne e bisnonne, ma la sua formazione di collezionista ha avuto inizio qualche anno dopo, sempre molto precocemente, fuori dai confini natii. Mentre, poco più che ventenne, si trovava a fare l’assistente di lingua italiana a Bruxelles, partecipò per pura curiosità ad un’asta nella quale si aggiudicò una busta, il cui contenuto avrebbe segnato la sua formazione di cultore e collezionista. La busta conteneva pizzi fiamminghi non di altissima epoca, ma di buona fattura come i ‘Valenciennes’ o il ‘Tombolo di Bruxelles’. Non pago della conquista il giovane Pellicano si recò presso il Musées Royaux d’Art et d’Histoire, dove ebbe la possibilità di confrontarsi con Madame Risselin Steenbrugen, una delle autorità nel campo. Ebbe così inizio un percorso teorico - affinato con gli studi di Storia dell’Arte - e pratico sulla via di mezza Europa, fra musei e collezioni di Parigi, Londra, Vienna e il colloquio con i grandi esperti del settore (oltre alla già citata M. Risselin Steenbrugen, ricordiamo Santina M. Levey curatrice del Dipartimento del Tessile del Victoria and Albert Museum), che nel corso di 40 anni ha dato vita ad una collezione senzameno curata. Procedendo per macro categorie vi si annoverano ricami e pizzi a partire dalle loro origini nel ‘500 (i cosiddetti ‘intagliatela’), proseguendo con i secoli d’oro del ‘600 e del ‘700 (con le produzioni veneziane e fiamminghe), per arrivare ai corredi di gran pregio, come quello della Regina di Romania, con biancheria, tende, centri, fino agli anni ’30-’40 del secolo scorso. La storia dei pezzi da collezione racconta di un mondo fatto di individui unici ed irripetibili, perché è pressoché impossibile ‘inoculare’ in qualcun’altro una passione così propulsiva da diventare quasi ‘ragione di vita’. E così possiamo solo immaginare certi personaggi che hanno popolato la storia della collezione del prof. Pellicano. Come la signora Coppini, restauratrice fiorentina, personalità istrionica, capace di rammendi frutto di un’arte appresa bambina e abbandonata solo con la morte. Da questo caleidoscopio di personaggi, ricami, pizzi, personalità della cultura, è stato davvero difficile per il professore selezionare un aneddoto, ma alla fine gli è piaciuto ricordare un’asta da Christie’s: solo sei i partecipanti a contendersi lotti di vari epoche e di varie fatture, nel corso della quale (dopo un accordo con la dott.ssa Santina M. Levey, che spuntò alcuni pezzi per il Victoria and Albert Museum) il prof. Pellicano si aggiudicò tre centri del 1.600 recuperati in Sicilia da una famiglia inglese nel periodo fra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.
DIDA FOTO 1: copritavola di fine ‘800 ordinato da un magnate di industria americano come dono di nozze per una sua figlia ed eseguito dalle Suore Francesi di Roma con grande incasso di pizzo a micro filet rappresentante una scena mitologica (nella quale si distinguono esseri marini, putti, fanciulle e un toro).
DIDA FOTO 2: pizzo veneziano datato al 1630 circa, realizzato con la tecnica del ‘Gros Point de Venise’, altrimenti detto punto tagliato a fiorame. In mostra all’edizione 2010 della Biennale del Merletto di Sansepolcro (AR).
DIDA FOTO 3: pizzo veneziano della seconda metà del ’700, realizzato con la tecnica ‘Point de Rose’ o ‘Rosaline’; misura 37 metri di lunghezza. In mostra all’edizione 2010 della Biennale del Merletto di Sansepolcro (AR).
Il professor Pellicano è contattabile per informazioni più dettagliate sui pezzi della propria collezione, al numero di cellulare 334 3415311 oppure all’indirizzo e-mail [email protected]





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Complimenti per la sua competenza…ma sop. per la passione che ci mette!
Barbara
Devo inviare delle foto di un copriletto in pizzo, composto da 46 riquadri con motivi uno differente dall’altro. Molto prezioso e vecchio di oltre 100 anni, in perfette condizioni che vorrei vendere. Mi potete contattare al nr. 3493889***
Buonasera,
può inviare le foto (4-5 max) alla mail di redazione [email protected]. Se vuole una quotazione possiamo provare ad interpellare un esperto e farle sapere. Se invece ha già una quotazione e vuole pubblicare un annuncio di vendita, non appena avrà inviato le foto lo pubblicheremo nella “Bacheca degli annunci”.
Saluti e Buon Anno
La Redazione di Toscanantiquaria