Alzi la mano chi, vissuto negli anni ’80-’90, non ha mai visto, usato o collezionato le schede telefoniche. Il collezionismo delle carte telefoniche (o telecarte) ha vissuto il suo periodo d’oro dalla metà degli anni ’90 ai primissimi anni del 2000. Ad oggi, solamente poche migliaia di appassionati in tutta Italia, sono rimasti fedeli alla loro passione. Tra questi solamente una stretta minoranza è in possesso di una collezione ‘avanzata’, complici il sempre più diffuso utilizzo dei cellulari e la chiusura del settore commerciale Telecom.
Ad occhi poco esperti può risultare difficile distinguere una collezione ‘avanzata’ da una semplice raccolta iniziata da bambino e nascosta in un cassetto da qualche lustro. La differenza tra un buon collezionista ed un semplice appassionato sta nel fatto che il primo è in grado di scegliere cosa cercare, facendo attenzione alle piccole differenze, mentre l’appassionato raccoglie schede telefoniche, senza badare alle differenze riportate dai cataloghi. Ed ecco un’altra diversità: il collezionista attento studia e approfondisce le sue conoscenze attraverso l’utilizzo di cataloghi specializzati e ascoltando i consigli dei più esperti.
Prima di iniziare una collezione di schede telefoniche è importante imporsi dei confini e darsi delle priorità. Si può ad esempio collezionare tutte le schede di uno Stato, schede con una precisa tematica, oppure solamente le schede con una determinata tecnologia (non esistono solo le schede a banda magnetica come quelle utilizzate in Italia, ma vengono prodotte anche schede a chip, induttive, a controllo remoto, ecc.). In Italia il collezionismo maggiormente diffuso riguarda le schede SIP/Telecom.
La seconda tappa obbligatoria per un buon collezionista è l’acquisto del materiale adeguato: un catalogo e dei fogli raccoglitori. Per il collezionismo di schede SIP/Telecom al momento sono editi due cataloghi: C&C (costo di copertina per l’ultima edizione di 40€ complessivi) e Golden (costo di copertina per l’ultima edizione di 32€). I fogli raccoglitori devono essere di buona qualità, in modo da evitare che la banda magnetica o l’OCR (il numero di serie stampato sul lato riportante il valore della scheda) rimangano incollati e rovinino irreparabilmente le telecarte. Per i più esperti esiste inoltre una importante serie di raccoglitori (costo complessivo di 1045€) prodotti dalla Golden Italia Editrice, che permettono di inserire tutte le schede emesse in Italia, oltre a quelle con la doppia dicitura italo-tedesca dell’Alto Adige.
Dagli anni ’90, fino a 5 o 6 anni fa era piuttosto facile trovare delle schede telefoniche appoggiate sulle cabine e decine di ragazzi passavano ore ed ore ad attendere che le persone finissero una chiamata per controllare se avessero dimenticato una tanto agognata scheda telefonica. Il sempre minor utilizzo delle cabine ha portato ad un veloce affievolirsi della passione in molte persone. Chi ancora oggi le colleziona, le può trovare a mercatini dell’antiquariato, a fiere del collezionismo, o in internet.
Anche se ormai non è più facile reperire il materiale e nonostante sia passato il boom, tutti noi collezionisti di schede telefoniche abbiamo ancora oggi una grande passione e io, mai e poi mai, venderei la mia collezione! Se volete curiosare fra i miei pezzi e condividere la mia passione, sarò presente alla fiera di Pisa del 7/8/9 ottobre (sicuramente nella giornata di sabato) e a quella di Verona del 21/22/23 ottobre.
Stefano Rossi, Vercelli
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